26 Febbraio 2006
Domenica sera
Alla fine questo carnevale l’ho sentito ben poco. Quando accompagnandolo alla stazione ho visto dei coriandoli abbandonati per terra. Probabilmente da mani ancora ignare della tristezza che si può provare ad avere lontana una persona da cui non ci si vorrebbe mai staccare, ad esempio.
Mi succede sempre che quando lui va via ho mal di pancia. Ci succede sempre che passiamo gli ultimi tre quarti d’ ora insieme a dire “che palle, non voglio andar via / che tu te ne vada” o che stiamo in silenzio a meditare sulla crudeltà di quegli ultimi minuti. Ci succede che gli abbracci si fanno strettissimi, inconsciamente più allacciati dei soliti. Succede che quegli ultimi trenta minuti diventano i diretti antagonisti dei due giorni passati insieme.
Queste cose non me le dice, ma sarei pronta a giurarlo sulla mia testa, che le pensa tutte anche lui. E’ che al momento non mi viene niente di più bello in mente del dormire al suo fianco. Dell’ essere svegliata nel cuore della notte dai suoi dolcissimi bacini e di aprire gli occhi la mattina, circondata dalle sue braccia, attorcigliati come due involtini primavera nel piumone…
Sarà quasi a casa ormai… e io me ne andrò sul divano dove ero con lui fino a poche ore fa, a guardare un po’ di tv e ad aspettare la sua telefonata…
Buonanotte, buonanotte Monetina
Buonanotte tra il telefono e il cielo
ti ringrazio per avermi stupito,
per avermi giurato che è vero…
…
Ora un raggio di sole si è fermato,
proprio sopra al tuo biglietto scaduto
tra i tuoi fiocchi di neve e le tue foglie di tè.
Buonanotte, questa notte è per te.


