27 Aprile 2006
Triste giorno, giorno triste
Piove. Piove da ieri. Te ne sei andato neanche ventiquattro ore fa, e il cielo è diventato grigio di colpo. Poi ha iniziato a piangere e non ha più smesso.
Quando è suonata la sveglia stamattina, alle 7.50, dopo un mese di lezioni zero, volevo suicidarmi. Sul serio, ho pensato, “adesso mi sparo un bel colpo”. Cazzo, non ho ancora rifatto il letto, ci penserò prima di uscire. Stamattina a lezione ho rivisto qualche amico, ne ho conosciuto qualcuno nuovo e ne ho evitato qualcun altro ancora. Il professore delle ultime tre ore è stato letteralmente soporifero. Io e un paio di amici eravamo lì, con una mano nei capelli e l’ altra a prendere appunti. Fino alle 14 abbiamo strenuamente resistito, e non appena il prof ha guardato l’ora ed ha accennato ad un “va bene…”, siamo saltati dalle sedie in segno di vittoria. Dovrebbero proibirli certi professori, oppure, che ne so… esporre una scritta: questo docente nuoce gravemente alla salute, assumerne in piccole, piccolissime dosi. All’ uscita mi sentivo come Fausto Coppi. Immaginavo gente che mi tirava addosso acqua o ghirlande di fiori.
Mi sono avviata verso la fermata e ovviamente l’autobus mi è passato davanti agli occhi. 12 minuti di attesa per il successivo. Ma perchè con l’ orario legale hanno dimezzato le corse? Cazzo, d’ inverno passano ogni sei minuti e in primavera e d’ estate ogni 12, legge fisica utilizzata? La gente mica lavora meno o dimezza i propri impegni! Ma loro sì, tanto per iniziare domani fanno un bello scioperetto, quindi alle nove mi porterà un qualsiasi testa di cazzo in autobus in facoltà, e dopo cinque leggere e piacevoli ore ci penseranno i miei piedini a fare il percorso inverso. Sti stronzi.
Cristo se mi manchi.
Mi manca, cazzo.
Si era capito?
Ho deciso. Quando esco passo in agenzia. Interregionale per Verona Porta Nuova, grazie. E subito dopo un altro per Brescia, grazie. Questo sabato.
Ma che bello sarà riabbracciarlo? Quel batuffolo di peli marroncini?! Adoro quel cane.
Ah, anche la Meravigliosa Creatura, sottinteso.
Però mi raccomando, non ditegli che vado da lui, potrebbe montarsi la testa.


