31 Maggio 2007
Meditate gente, meditate
Riporto un passo da un libro divertente che sto leggendo. Non vi schifate troppo, però.
“Siamo tutti dei maniaci.
Quandi siamo soli, chiusi dentro una casa, ci sono delle cose che abbiamo bisogno di fare. Quelle per cui ha un senso restare da soli.
Le fanno tutti.
Le pensano tutti.
Ma qual è il limite tra l’essere maniaco e vivere bene il rapporto fra il proprio corpo e gli altri oggetti?
Certi pensieri, queslli che ritenete siano solo vostri, quelli cattivi, crudeli, sudici e indecorosi, per quanto può renderli banali e riduttivo ammetterlo, li facciamo tutti.
Ma siamo tutti o solo io?
Sto giustificando le mie nevrosi o anche voi vi scaccolate ai semafori quando siete soli in macchina?
Come definireste il sapore di una caccola?
- corposo
- deludente
- salato
- altro
Io e lui.
Lui sono sempre io, ma diverso, più libero.
A vedermi mi farei schifo.
Ogni volta che mi mangio una caccola giuro che è l’ultima della mia vita e per dei periodi ho anche smesso, le unghie dei piedi sono più tenere appena fatta la doccia, la gomma delle matite è molto più goduriosa di qualsiasi cotton-fiocc e fare la cacca mi procura un appagamento a volte maggiore del rapporto di coppia.
Voi considerate i rutti una forma di esibizionismo?
Io non ho mai ruttato in pubblico.
A casa riesco a fare l’alfabeto completo in tre rutti.
Cameron Diaz ha i calli?
Pamela Anderson ha il nero fra le dita dei piedi?
Penso che mi sposerò con una donna quando le potrò parlare di queste cose, e penso che mi sposerò con una donna che non farà mai queste cose.”
Ecco, meditate esattamente su queste ultime due righe.


